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	<description>Per stare bene, nel corpo che cambia</description>
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		<title>Attività motoria in oncologia: il progetto Wave per il benessere psico-fisico delle donne</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Caterina_wave]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 09:58:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il focus del nostro lavoro è da sempre la salute della donna. Quando abbiamo partecipato al bando della Regione Toscana [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="2729" class="elementor elementor-2729" data-elementor-post-type="post">
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									<p data-start="454" data-end="515">Il focus del nostro lavoro è da sempre la salute della donna.</p><p data-start="517" data-end="806">Quando abbiamo partecipato al bando della Regione Toscana dedicato al benessere psico-fisico dei pazienti oncologici, abbiamo scelto di portare il nostro approccio all’interno di un contesto in cui il corpo è spesso profondamente modificato, non solo dalla malattia ma anche dalle terapie.</p><p data-start="808" data-end="1054">In ambito oncologico, infatti, il corpo cambia: nella postura, nella forza, nella percezione di sé. In questo scenario, l’attività motoria può diventare uno strumento importante, a patto che sia adattata, guidata e costruita su basi scientifiche.</p>								</div>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Il progetto: un percorso adattato e costruito sulla persona</h2>				</div>
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									<p data-start="1120" data-end="1222">Il progetto si è rivolto a donne affette da <strong>carcinoma mammario e tumori del comparto addomino-pelvico.</strong></p><p data-start="1224" data-end="1394">Il percorso, della durata di quattro mesi da settembre a dicembre 2025 con frequenza bisettimanale, è stato <strong>completamente gratuito</strong> grazie al co-finanziamento regionale e ha coinvolto 28 partecipanti.</p><p data-start="1396" data-end="1643">Ogni donna ha iniziato con una fase di <strong>anamnesi</strong> e <strong>valutazione</strong>, fondamentale per definire il punto di partenza. Successivamente, le partecipanti sono state inserite in mini-gruppi, all’interno dei quali il lavoro è stato adattato in modo specifico.</p><p data-start="1645" data-end="1793">L’obiettivo era costruire un percorso coerente con la persona, rispettando la sua condizione e i suoi tempi.</p>								</div>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">L’approccio: movimento adattato e gestione della fisiologia</h2>				</div>
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									<p data-start="1859" data-end="2095">Il lavoro motorio si è basato sull’integrazione di diverse metodiche — Gyrotonic Expansion System®, ginnastica ipopressiva, metodo T.A.D. e metodo De Gasquet — accomunate da un principio centrale: lavorare nel rispetto della fisiologia.</p><p data-start="2097" data-end="2265">Per il tumore mammario è particolarmente indicato il metodo Gyrotonic®, poichè facilita la mobilità articolare e dei tessuti dell&#8217;arto superiore, sede post chirurgica. </p><p data-start="2097" data-end="2265">Per chi aveva tumori della zona addomino-pelvica abbiamo lavorato sulla gestione della pressione intra-addominale, sull’attivazione della muscolatura profonda e il recupero di una funzione efficace ma non forzata.</p><p data-start="2267" data-end="2538">Questo tipo di approccio, come emerge anche dalla letteratura e dal nostro lavoro di ricerca, consente di migliorare la funzionalità senza creare sovraccarichi o compensi, risultando particolarmente indicato in contesti di fragilità .</p><p data-start="2540" data-end="2757">Accanto all’aspetto motorio, il lavoro in mini-gruppo ha avuto un ruolo fondamentale, <strong>favorendo la condivisione</strong> e creando uno <strong>spazio sicuro</strong> in cui le partecipanti hanno potuto riconoscersi e sostenersi reciprocamente.</p>								</div>
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										<a class="elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm" href="">
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									<span class="elementor-button-text">Scopri il percorso Wave Oncologia</span>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">I risultati: miglioramenti concreti e alta adesione</h2>				</div>
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									<p data-start="2815" data-end="2956">Al termine dei quattro mesi, è stata effettuata una rivalutazione individuale insieme alla somministrazione di un questionario di gradimento.</p><p data-start="2958" data-end="3200">I risultati mostrano un’elevata adesione al percorso: il 60% delle partecipanti ha mantenuto una frequenza costante di due sedute settimanali, dato particolarmente significativo in un contesto oncologico .</p><p data-start="3202" data-end="3428">Il livello di soddisfazione è stato molto alto. Il 95% delle partecipanti ha attribuito il punteggio massimo al progetto e il 65% ha dichiarato che l’esperienza ha superato le aspettative .</p><p data-start="3430" data-end="3754">Ancora più rilevante è il dato sull’utilità percepita: il 100% delle donne ha ritenuto le attività proposte utili per il proprio percorso e il 95% le ha definite piacevoli. Questo aspetto è centrale, perché indica una buona integrazione tra efficacia e sostenibilità del lavoro motorio .</p><p data-start="3756" data-end="4162">Dal punto di vista dei benefici, i dati evidenziano miglioramenti su più livelli. L’85% delle partecipanti ha riportato un miglioramento della mobilità e della funzionalità corporea, mentre il 60% ha riferito un aumento dell’energia e un miglioramento dell’umore. Una parte significativa ha inoltre segnalato una riduzione del dolore, in particolare a livello lombare .</p><p data-start="4164" data-end="4390"><strong>Questi risultati suggeriscono che un’attività motoria adattata, basata sulla gestione delle pressioni e sulla qualità del movimento, può incidere non solo sulla funzione fisica, ma anche sulla percezione globale del benessere.</strong></p><p data-start="4392" data-end="4642">Anche la qualità del servizio è stata valutata in modo estremamente positivo: il 100% delle partecipanti ha riconosciuto la disponibilità dello staff e il 95% ne ha valutato la professionalità al massimo livello .</p><p data-start="4644" data-end="4919">Infine, un dato particolarmente significativo riguarda la prospettiva futura: la quasi totalità delle partecipanti ha espresso il desiderio di proseguire il percorso e di estenderne la durata, evidenziando un bisogno reale di continuità</p>								</div>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Conclusioni: il movimento come parte del percorso di cura</h2>				</div>
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									<p data-start="4983" data-end="5182">Questo progetto ha confermato un principio che guida il nostro lavoro:<strong> il movimento può essere uno strumento di supporto concreto anche in contesti complessi, ma solo se costruito con consapevolezza.</strong></p><p data-start="5308" data-end="5509">In ambito oncologico, questo approccio diventa ancora più importante. Perché, una volta terminato il percorso clinico, molte persone si trovano senza indicazioni chiare su come riprendere il movimento.</p><p data-start="5511" data-end="5640">Creare continuità tra ambito sanitario e scienze motorie significa offrire uno spazio sicuro, competente e sostenibile nel tempo.</p><p data-start="5642" data-end="5745">Perché la cura non finisce con la terapia.<br data-start="5684" data-end="5687" />E il corpo, anche dopo, ha bisogno di essere accompagnato.</p><p data-start="5642" data-end="5745">Per questo abbiamo deciso di impostare il percorso Wave Oncologia, in modo da dare continuità a questo splendido progetto, e una possibilità concreta di movimento sicuro a chi sta vivendo un momento fragile.</p>								</div>
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										<a class="elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm" href="">
						<span class="elementor-button-content-wrapper">
									<span class="elementor-button-text">Scopri il percorso Wave Oncologia</span>
					</span>
					</a>
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				</div>
				</div>
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		<title>Cos’è la pressione intra addominale e perché riguarda tutti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Caterina_wave]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Jan 2026 13:43:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[Ogni volta che respiriamo, ci muoviamo o facciamo uno sforzo, all’interno del nostro corpo si crea una variazione di pressione. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="2340" class="elementor elementor-2340" data-elementor-post-type="post">
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									<p data-start="366" data-end="775">Ogni volta che respiriamo, ci muoviamo o facciamo uno sforzo, all’interno del nostro corpo si crea una <strong>variazione di pressione.</strong> Questa pressione, chiamata pressione <strong>intra-addominale</strong>, è un fenomeno fisiologico normale e necessario.<br data-start="596" data-end="599" />Non è qualcosa che riguarda solo lo sport o la riabilitazione: è alla base di gesti quotidiani come alzarsi dal letto, sollevare un bambino, camminare o stare in piedi a lungo.</p><p data-start="777" data-end="1014">Quando questa pressione viene gestita bene, il corpo è stabile, sostenuto dall’interno e il movimento risulta fluido. Quando invece non viene distribuita correttamente, il corpo inizia a compensare, spesso senza che ce ne rendiamo conto.</p>								</div>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">La pressione intra-addominale durante il respiro</h2>				</div>
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									<p data-start="1080" data-end="1339">Il respiro è il primo motore della pressione intra-addominale. Durante l’inspirazione il <strong>diaframma</strong> scende per permettere ai polmoni di riempirsi d’aria. Questo movimento crea automaticamente una <b>spinta verso il basso e verso l’esterno</b> all’interno dell’addome.</p><p data-start="1341" data-end="1642">In un sistema che funziona bene, questa spinta viene accolta e bilanciata dalle strutture profonde del corpo. Il risultato è una sensazione di sostegno, non di spinta.<br data-start="1508" data-end="1511" />Quando invece il sistema non riesce a rispondere in modo adeguato, la pressione tende ad accumularsi e a cercare una via di uscita.</p>								</div>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Quando la pressione diventa un problema</h2>				</div>
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									<p data-start="1688" data-end="2012">La pressione intra-addominale non è mai “sbagliata” in sé. Diventa problematica quando aumenta senza che il corpo sia in grado di <strong>gestirla</strong>.<br data-start="1827" data-end="1830" />Questo accade spesso in momenti di grande cambiamento principalmente del tessuto connettivo,  come il post parto, la gravidanza e la menopausa oppure in presenza di diastasi addominale, disfunzioni del pavimento pelvico o discopatie lombari.</p><p data-start="2014" data-end="2276">In questi casi la pressione non viene distribuita in modo uniforme, ma si concentra nelle<strong> zone più fragili</strong>. Nel tempo questo può tradursi in sintomi come senso di cedimento addominale, fastidi pelvici, mal di schiena o affaticamento precoce durante il movimento.</p>								</div>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Perché “rinforzare l’addome” non basta</h2>				</div>
				<div class="elementor-element elementor-element-2069131 elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-id="2069131" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="text-editor.default">
									<p data-start="2321" data-end="2590">Per molto tempo si è pensato che il modo migliore per risolvere questi problemi fosse rinforzare l’addome con esercizi di forza. In realtà molte delle strutture coinvolte nella gestione della pressione non funzionano principalmente attraverso la contrazione volontaria.</p><p data-start="2592" data-end="2845">Si tratta di un sistema che lavora in <strong>modo automatico e anticipatorio</strong>, spesso prima ancora che il movimento inizi. Allenare solo la forza visibile, senza considerare la pressione, può aumentare ulteriormente il carico interno e peggiorare la situazione.</p><p data-start="2847" data-end="3015">Questo spiega perché alcune persone, pur essendo attive e allenate, continuano ad avere sintomi: non manca la forza, <strong>manca la competenza nella gestione della pressione.</strong></p>								</div>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Un approccio diverso: partire dalla pressione</h2>				</div>
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									<p data-start="3666" data-end="3880">Nel nostro modo di lavorare la pressione intra-addominale non è un dettaglio tecnico, <strong>ma il punto di partenza.</strong><br data-start="3776" data-end="3779" />Prima di chiedere al corpo di fare di più, ci chiediamo se è in grado di sostenere quello che già fa.</p><p data-start="3882" data-end="4135">Questo approccio cambia la logica del movimento: non si tratta di “tenere” o di irrigidirsi, ma di imparare a distribuire, modulare e rispondere. È una competenza che si costruisce nel tempo e che<strong> ha effetti profondi sulla qualità della vita quotidiana.</strong></p>								</div>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Approfondiamo tutto questo nel nostro workshop</h2>				</div>
				<div class="elementor-element elementor-element-dbf2ea7 elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-id="dbf2ea7" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="text-editor.default">
									<p data-start="4188" data-end="4394">Il workshop <strong data-start="4200" data-end="4251">“Approccio integrato alle tecniche ipopressive”</strong> nasce proprio da qui. Dalla necessità di dare un senso chiaro e comprensibile a concetti spesso trattati in modo frammentato o troppo tecnico.</p><p data-start="4396" data-end="4612">Durante il workshop affrontiamo la teoria in modo accessibile e la colleghiamo alla pratica, per capire cosa succede davvero nel corpo e come applicare questi principi al movimento, al respiro e alla vita quotidiana.</p><p data-start="4614" data-end="4703">Perché la pressione intra-addominale non si vede,<br data-start="4663" data-end="4666" />ma è ciò che sostiene tutto il resto.</p>								</div>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Bibliografia essenziale</h2>				</div>
				<div class="elementor-element elementor-element-2fa04b8 elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-id="2fa04b8" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="text-editor.default">
									<p data-start="234" data-end="341">Caufriez, M. (2010).<br data-start="254" data-end="257" /><em data-start="257" data-end="300">Abdominales y periné: mitos y realidades.</em> Madrid: Editorial Médica Panamericana.</p><p data-start="343" data-end="488">De Gasquet, B. (2014).<br data-start="365" data-end="368" /><em data-start="368" data-end="467">Perineo: fermiamo il massacro! Come prevenire e riabilitare le disfunzioni del pavimento pelvico.</em> Milano: Edi-Ermes.</p><p data-start="490" data-end="686">Hodges, P. W., &amp; Gandevia, S. C. (2000).<br data-start="530" data-end="533" />Changes in intra-abdominal pressure during postural and respiratory activation of the human diaphragm. <em data-start="636" data-end="667">Journal of Applied Physiology</em>, 89(3), 967–976.</p><p data-start="688" data-end="843">Lee, D. G., &amp; Hodges, P. W. (2016).<br data-start="723" data-end="726" />Behavior of the linea alba during a curl-up task in diastasis rectus abdominis. <em data-start="806" data-end="824">Physical Therapy</em>, 96(7), 911–920.</p><p data-start="845" data-end="1172">Francone, E. (2025).<br data-start="865" data-end="868" /><em data-start="868" data-end="992">Trattamento conservativo della diastasi dei retti addominali nel post-partum: un approccio integrato sperimentale motorio.</em><br data-start="992" data-end="995" />Tesi di Laurea Magistrale Magistrale in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate, Università degli Studi di Firenze.</p>								</div>
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		<title>Perché lo stretching è indispensabile (anche se pensi di non averne bisogno)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Caterina_wave]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Jan 2026 15:03:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[Molte persone arrivano a pensare allo stretching solo quando il corpo “chiede il conto”: rigidità persistenti, sensazione di pesantezza, movimenti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="2262" class="elementor elementor-2262" data-elementor-post-type="post">
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									<p>Molte persone arrivano a pensare allo stretching solo quando il corpo “chiede il conto”: <b>rigidità persistenti, sensazione di pesantezza</b>, movimenti che costano sempre di più. In realtà lo stretching non serve a risolvere un problema quando è già evidente, ma a mantenere nel tempo la funzionalità del corpo, come una vera e propria <b>manutenzione</b>, evitando che perda gradualmente la sua capacità di adattarsi. Questo approccio è oggi supportato da numerose ricerche sul comportamento del <b>sistema miofasciale</b> e sulla sua capacità di modificarsi in risposta agli stimoli meccanici e neurologici.</p>								</div>
				<div class="elementor-element elementor-element-34a1547 elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-id="34a1547" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="text-editor.default">
									<p>Il corpo non si irrigidisce all’improvviso. Si adatta, giorno dopo giorno, alle posture che manteniamo, ai carichi che ripetiamo, allo <strong>stress</strong> che accumuliamo. La fascia, il tessuto che connette tutto, registra queste abitudini e le trasforma in <strong>organizzazione del movimento</strong>. È un tessuto sensibile, plastico e riccamente innervato, che risponde non solo allo stiramento, ma anche alla qualità del movimento e al contesto in cui viene proposto. Quando questa organizzazione diventa troppo rigida, il corpo <strong>smette di essere disponibile </strong>e perde ROM (range of movement).</p>								</div>
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															<img loading="lazy" decoding="async" width="1506" height="1318" src="https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2026/01/L1810659-scaled-e1767797199704.jpg" class="attachment-full size-full wp-image-2263" alt="" srcset="https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2026/01/L1810659-scaled-e1767797199704.jpg 1506w, https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2026/01/L1810659-scaled-e1767797199704-600x525.jpg 600w, https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2026/01/L1810659-scaled-e1767797199704-300x263.jpg 300w, https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2026/01/L1810659-scaled-e1767797199704-1024x896.jpg 1024w, https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2026/01/L1810659-scaled-e1767797199704-768x672.jpg 768w" sizes="(max-width: 1506px) 100vw, 1506px" />															</div>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Stretching: non allungare, ma restituire spazio</h2>				</div>
				<div class="elementor-element elementor-element-2e71893 elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-id="2e71893" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="text-editor.default">
									<p data-start="1609" data-end="2029">Fare stretching è necessario perché il corpo funziona come un sistema unico. Non esistono muscoli isolati né tensioni che restano confinate in un punto. Le rigidità si distribuiscono lungo <strong>le catene muscolari</strong> e influenzano <strong>postura</strong>, <strong>respirazione</strong> e <strong>qualità del movimento</strong>. Inserire lo stretching nella propria routine significa prendersi cura di questa rete nel tempo, mantenendola elastica, reattiva e capace di adattarsi.</p><p data-start="2031" data-end="2397">Lo stretching miofasciale lavora su questa continuità. Non chiede al corpo di “andare oltre”, ma gli permette di tornare a muoversi con meno resistenze, sostenendo una <strong>manutenzione costante del movimento</strong>. È un lavoro che migliora la qualità del gesto, riduce i compensi e rende il movimento <strong>più economico</strong>, sia nella vita quotidiana sia nelle altre pratiche corporee o sportive.</p>								</div>
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															<img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2026/01/L1810686-1024x683.jpg" class="attachment-large size-large wp-image-2266" alt="" srcset="https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2026/01/L1810686-1024x683.jpg 1024w, https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2026/01/L1810686-scaled-600x400.jpg 600w, https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2026/01/L1810686-300x200.jpg 300w, https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2026/01/L1810686-768x512.jpg 768w, https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2026/01/L1810686-1536x1024.jpg 1536w, https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2026/01/L1810686-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" />															</div>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Perché lo stretching è davvero necessario</h2>				</div>
				<div class="elementor-element elementor-element-3b0b460 elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-id="3b0b460" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="text-editor.default">
									<p>Lo stretching è necessario banalmente per sentirsi meglio.</p><p>Più tecnicamente perché la fascia ha bisogno di stimoli variabili per mantenere elasticità e capacità di scorrimento, perché il corpo ha bisogno di <strong>varietà di movimento</strong> per non irrigidirsi e perché il sistema nervoso necessita di contesti sicuri per abbassare il tono e modulare le tensioni. Senza questo lavoro, il corpo continua a muoversi, ma lo fa con più sforzo, meno precisione e meno piacere, accumulando nel tempo <strong>rigidità</strong> che una pratica di manutenzione regolare può prevenire.</p>								</div>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Un approccio non performativo, per un corpo che cambia</h2>				</div>
				<div class="elementor-element elementor-element-ab3a6ee elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-id="ab3a6ee" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="text-editor.default">
									<p data-start="3054" data-end="3335">Nel<strong> corso di stretching WAVE</strong> non esistono forme da raggiungere né posizioni ideali. Ogni corpo è diverso, ogni giornata è diversa. Lo stretching è efficace solo quando si adatta a queste variazioni, permettendo una cura costante del corpo senza forzature né obiettivi performativi.</p><p data-start="3337" data-end="3770">Il lavoro è guidato, progressivo e rispettoso. Questo permette al corpo di fidarsi del movimento e di <strong>rilasciare tensioni</strong> senza entrare in modalità di difesa, un principio coerente con le attuali evidenze sul ruolo del sistema nervoso nella regolazione del tono e della rigidità muscolare. Lo stretching diventa così non solo un lavoro sui tessuti, ma anche un modo per <strong>ricominciare ad abitare il corpo,</strong> prendendosene cura nel tempo.</p>								</div>
				<div class="elementor-element elementor-element-5dde45e elementor-widget elementor-widget-heading" data-id="5dde45e" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="heading.default">
					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Il corso di stretching WAVE: un buon punto da cui ripartire</h2>				</div>
				<div class="elementor-element elementor-element-cc4d53b elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-id="cc4d53b" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="text-editor.default">
									<p data-start="3841" data-end="4141">Il corso trimestrale di stretching WAVE è pensato come pratica complementare e necessaria a tutti gli altri percorsi di movimento.</p><p data-start="3841" data-end="4141">È accessibile, a inserimento continuo e adatto anche a chi sente il bisogno di mantenere il corpo in uno stato di buona funzionalità, senza aspettare che compaiano segnali di disagio.</p><p data-start="4143" data-end="4277">Il prossimo ciclo si svolgerà dal <strong data-start="4177" data-end="4203">14 gennaio al 1 aprile, ogni mercoledì dalle 10:00 alle 11:00</strong></p><p data-start="4143" data-end="4277">Prezzo agevolato rispetto ai percorsi, e ancora più agevolato per chi già partecipa ad altre attività con noi: </p><p data-start="4143" data-end="4277">150€ per i già iscritti ad altre classi</p><p data-start="4143" data-end="4277">180€ per nuove iscrizioni</p>								</div>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Bibliografia essenziale</h2>				</div>
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									<p data-start="4318" data-end="4445">Schleip, R., Findley, T. W., Chaitow, L., &amp; Huijing, P. A.<br data-start="4376" data-end="4379" /><em data-start="4379" data-end="4429">Fascia: The Tensional Network of the Human Body.</em> Elsevier, 2012.</p><p data-start="4447" data-end="4523">Stecco, C.<br data-start="4457" data-end="4460" /><em data-start="4460" data-end="4507">Functional Atlas of the Human Fascial System.</em> Elsevier, 2015.</p><p data-start="4525" data-end="4643">Myers, T. W.<br data-start="4537" data-end="4540" /><em data-start="4540" data-end="4614">Anatomy Trains: Myofascial Meridians for Manual and Movement Therapists.</em> Elsevier, 4ª edizione, 2020.</p><p data-start="4645" data-end="4837">Schleip, R., Müller, D. G.<br data-start="4671" data-end="4674" /><em data-start="4674" data-end="4787">Training principles for fascial connective tissues: Scientific foundation and suggested practical applications.</em> Journal of Bodywork and Movement Therapies, 2013.</p><p data-start="4839" data-end="4962">Bialosky, J. E. et al.<br data-start="4861" data-end="4864" /><em data-start="4864" data-end="4940">The mechanisms of manual therapy in the treatment of musculoskeletal pain.</em> Manual Therapy, 2009.</p>								</div>
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		<title>Video tutorial personalizzati: la posologia dei nostri esercizi</title>
		<link>https://www.wave-lab.it/video-tutorial-personalizzati-la-posologia-dei-nostri-esercizi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Caterina_wave]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Dec 2025 14:13:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel nostro lavoro in studio c’è una cosa che abbiamo imparato molto presto: il percorso non si esaurisce nell’ora insieme. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="2241" class="elementor elementor-2241" data-elementor-post-type="post">
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									<p data-start="322" data-end="590">Nel nostro lavoro in studio c’è una cosa che abbiamo imparato molto presto: <strong>il percorso non si esaurisce nell’ora insieme</strong>. Il cambiamento reale avviene nel tempo, nella continuità e nella qualità di un lavoro fatto con consapevolezza, non semplicemente nella quantità.</p><p data-start="592" data-end="868">Per questo, accanto alla pratica in presenza, abbiamo sentito la necessità di creare uno strumento che permettesse di proseguire il percorso anche a casa, senza perdere precisione, sicurezza ed efficacia. È da qui che nascono<strong> i video tutorial personalizzati WAVE.</strong></p>								</div>
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										<a class="elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm" href="https://www.wave-lab.it/percorsi/">
						<span class="elementor-button-content-wrapper">
									<span class="elementor-button-text">Scopri i video tutorial nei nostri percorsi</span>
					</span>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Cosa sono davvero i nostri video tutorial</h2>				</div>
				<div class="elementor-element elementor-element-f55e733 elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-id="f55e733" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="text-editor.default">
									<p data-start="917" data-end="1168">I nostri video tutorial non sono allenamenti standard né raccolte generiche di esercizi. Ogni video è dedicato a <strong>un singolo esercizio</strong>, spiegato con attenzione e girato in modo professionale, così da diventare un riferimento chiaro e stabile nel tempo.</p><p data-start="1170" data-end="1500">Questo approccio nasce dal nostro modo di intendere il movimento: l’esercizio non è mai fine a se stesso, ma uno <strong>strumento</strong> di lavoro. Per funzionare, deve essere eseguito nel modo corretto, nel momento giusto e con un obiettivo preciso. Anche l’esercizio, quindi, come un farmaco, ha una sua <strong>posologia</strong>: senza un corretto dosaggio perde efficacia.</p>								</div>
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															<img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2025/12/video-tutorial-1024x576.jpg" class="attachment-large size-large wp-image-2244" alt="" srcset="https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2025/12/video-tutorial-1024x576.jpg 1024w, https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2025/12/video-tutorial-600x338.jpg 600w, https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2025/12/video-tutorial-300x169.jpg 300w, https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2025/12/video-tutorial-768x432.jpg 768w, https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2025/12/video-tutorial-1536x864.jpg 1536w, https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2025/12/video-tutorial.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" />															</div>
				<div class="elementor-element elementor-element-2b381c9 elementor-widget elementor-widget-heading" data-id="2b381c9" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="heading.default">
					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Perché la personalizzazione è fondamentale</h2>				</div>
				<div class="elementor-element elementor-element-0179397 elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-id="0179397" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="text-editor.default">
									<p data-start="1550" data-end="1743">Nel tempo molte persone ci chiedevano semplicemente di “avere dei video”. Ci siamo rese conto però che il valore non stava nel video in sé, ma nel lavoro di scelta e di dosaggio che c’è dietro.</p><p data-start="1745" data-end="2035">Nel nostro approccio utilizziamo gli esercizi come si farebbe con una terapia: vengono selezionati in base alla persona, alla sua storia, alla fase di vita che sta attraversando e agli <strong>obiettivi del percorso</strong>. Il lavoro a casa diventa così <strong>un’estensione</strong> coerente di ciò che viene fatto in studio, con un surplus rassicurante: i nostri volti, le voci e i comandi a cui siete abituati anche in presenza. </p>								</div>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">I video all’interno dei percorsi WAVE</h2>				</div>
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									<p data-start="2080" data-end="2302">Tutti i nostri percorsi includono già una parte di video tutorial personalizzati all’interno del prezzo dell’abbonamento, perché li consideriamo uno <strong>strumento fondamentale</strong> per sostenere e consolidare il lavoro in presenza.</p><p data-start="2304" data-end="2624">Per chi lo desidera, è possibile ampliare questo supporto con un’estensione del pacchetto video, pensata per chi ha bisogno di <strong>maggiore continuità</strong> o segue il percorso con una presenza <strong>meno frequente</strong> in studio. L’estensione prevede un piccolo contributo aggiuntivo, proporzionato al lavoro di personalizzazione richiesto.</p><p data-start="2304" data-end="2624">Questa è un&#8217;ottima soluzione anche per chi si affida a noi pur vivendo in altre città, regioni o addirittura Paesi. </p><p data-start="1745" data-end="2035"> </p>								</div>
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															<img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2025/12/dettagli-video-tutorial-1024x576.jpg" class="attachment-large size-large wp-image-2245" alt="" srcset="https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2025/12/dettagli-video-tutorial-1024x576.jpg 1024w, https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2025/12/dettagli-video-tutorial-600x338.jpg 600w, https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2025/12/dettagli-video-tutorial-300x169.jpg 300w, https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2025/12/dettagli-video-tutorial-768x432.jpg 768w, https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2025/12/dettagli-video-tutorial-1536x864.jpg 1536w, https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2025/12/dettagli-video-tutorial.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" />															</div>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Continuità e sicurezza nella pratica a casa</h2>				</div>
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									<p data-start="2675" data-end="2917">Avere a disposizione video personalizzati permette di praticare in autonomia mantenendo un alto livello di <strong>qualità</strong>. Il video aiuta a rivedere esecuzione, ritmo e respiro, riducendo il rischio di errori e aumentando la consapevolezza corporea.</p><p data-start="3126" data-end="3296">Possiamo dire che questa soluzione di video tutorial WAVE racconta il nostro modo di lavorare: <strong>attenzione, cura e rispetto per i tempi del corpo e delle persone.</strong></p><p data-start="3298" data-end="3471">Non crediamo in soluzioni uguali per tutti, ma <strong>in percorsi costruiti con precisione e sensibilità, pensati per accompagnare davvero il cambiamento,</strong> anche fuori dallo studio.</p><p data-start="3298" data-end="3471">Le playlist video sono personali, nominative e non condivisibili.</p><h3 data-start="3070" data-end="3124"> </h3>								</div>
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										<a class="elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm" href="https://www.wave-lab.it/percorsi/">
						<span class="elementor-button-content-wrapper">
									<span class="elementor-button-text">Scopri i video tutorial nei nostri percorsi</span>
					</span>
					</a>
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		<title>Rallentare per crescere: il ritmo naturale della gravidanza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Caterina_wave]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Dec 2025 12:08:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[Durante la gravidanza il corpo si trasforma in profondità: il volume del sangue aumenta, postura e respirazione cambiano, gli ormoni [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="2198" class="elementor elementor-2198" data-elementor-post-type="post">
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									<p>Durante la gravidanza il corpo si trasforma in profondità: il volume del sangue aumenta, postura e respirazione cambiano, gli ormoni modulano tanto il fisico quanto le emozioni.</p><p>È un processo complesso e perfettamente coordinato, in cui l’organismo lavora senza sosta per <strong>accogliere e sostenere una nuova vita.</strong></p><p>La gravidanza è un periodo in cui ogni cellula è orientata a un compito straordinario. Per questo, più che mai, <strong>la donna ha il diritto di rallentare</strong> — e la fisiologia le chiede di farlo.</p>								</div>
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									<h2><b>Il ruolo della relaxina e l&#8217;importanza del &#8220;covare&#8221;</b></h2><p>Uno degli ormoni centrali della gestazione è la <strong>relaxina</strong>, che rende più elastici legamenti e tessuti, soprattutto nel bacino. <span style="font-size: 16px;">Prepara il corpo al parto, favorisce il rilassamento dell’utero e migliora il flusso sanguigno verso la placenta. </span>Il suo nome è già un’indicazione: <strong>relax</strong>. Il corpo deve poter <strong>ammorbidirsi, accogliere, sciogliersi.</strong></p><p>Viviamo però in una cultura della performance, che spinge a “fare tutto come prima”.  Ma <strong>la gravidanza non è una gara</strong>: è una trasformazione profonda che ha bisogno dei suoi tempi, dei suoi silenzi, del suo <strong>ritmo naturale</strong>.</p><p><strong>Covare</strong> significa permettere al corpo di seguire la sua fisiologia senza opporre resistenza, riconoscendo che rallentare non è pigrizia ma <strong>saggezza biologica.</strong></p>								</div>
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															<img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2025/12/percorso-wave-gravidanza-covare-1024x576.png" class="attachment-large size-large wp-image-2200" alt="" srcset="https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2025/12/percorso-wave-gravidanza-covare-1024x576.png 1024w, https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2025/12/percorso-wave-gravidanza-covare-600x338.png 600w, https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2025/12/percorso-wave-gravidanza-covare-300x169.png 300w, https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2025/12/percorso-wave-gravidanza-covare-768x432.png 768w, https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2025/12/percorso-wave-gravidanza-covare-1536x864.png 1536w, https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2025/12/percorso-wave-gravidanza-covare.png 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" />															</div>
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									<h2>Secondo WAVE: cosa è davvero necessario fare in gravidanza</h2><h5>1. Non contrastare la fisiologia: accompagnare, non forzare</h5><p>La gravidanza è già un intenso lavoro biologico. Postura, respirazione e assetti interni si modificano per creare spazio e stabilità. Il nostro compito è <strong>assecondare</strong>, non contrastare, questi processi.</p><h5>2. Addominali in gravidanza: non vietati, ma scelti con criterio</h5><p>Gli addominali non sono “pericolosi” in sé, ma lo diventano se aumentano la pressione intra-addominale o spingono la pancia in avanti, aumentando il rischio di <strong>diastasi dei retti</strong>. Lavoriamo quindi sulla muscolatura profonda, l’attivazione <strong>riflessa</strong> tramite respirazione e movimenti integrati e sul miglioramento della funzione di <strong>contenimento</strong> addominale e pelvico.</p><h5>3. Favorire l’allungamento dei retti dell’addome (≈ 15 cm)</h5><p>Il fondo dell’utero deve salire verso lo sterno. Per permettere questo movimento naturale senza creare una protrusione marcata dell’addome (e il rischio di diastasi) , è fondamentale che i retti possano <strong>allungarsi adeguatamente,</strong> con un lavoro mirato.</p><h5>4. Equilibrare il tono del pavimento pelvico</h5><p>Il pavimento pelvico ha bisogno di <strong>elasticità</strong> e <strong>reattività</strong>. Durante la gravidanza è essenziale equilibrarne il tono grazie a consapevolezza, respirazione integrata, modulazione tensiva ed eventuale supporto ostetrico. Tuto questo è volto a prevenire gravi lacerazioni.</p><h5>5. Ridurre dolori articolari e mal di schiena</h5><p>Lo spostamento del baricentro in avanti modifica i carichi su colonna e bacino. Gli esercizi mirano dunque a ottimizzare l’<strong>allineamento posturale</strong>, ridurre l’iperlordosi e migliorare la mobilità funzionale del bacino.</p><h5>6. Prepararsi al dopo</h5><p data-start="238" data-end="426">Anche se in gravidanza si pensa soprattutto al parto, è importante sapere cosa fare subito dopo.<br data-start="334" data-end="337" />Il post-parto è una fase delicata e molte donne si sentono disorientate nei primi giorni.</p><p data-start="428" data-end="744">Per questo, già in gravidanza, <strong data-start="459" data-end="532">forniamo esercizi e indicazioni specifiche per l’immediato post-parto</strong>, adattati anche al tipo di parto che si affronterà.<br data-start="584" data-end="587" />Piccoli gesti, sicuri ed essenziali, che aiutano il corpo a iniziare il suo recupero fin da subito e a non sentirsi sole in un momento di grande cambiamento.</p>								</div>
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															<img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2025/12/wave_gravidanza_gyrotonic-1024x576.png" class="attachment-large size-large wp-image-2201" alt="" srcset="https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2025/12/wave_gravidanza_gyrotonic-1024x576.png 1024w, https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2025/12/wave_gravidanza_gyrotonic-600x338.png 600w, https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2025/12/wave_gravidanza_gyrotonic-300x169.png 300w, https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2025/12/wave_gravidanza_gyrotonic-768x432.png 768w, https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2025/12/wave_gravidanza_gyrotonic-1536x864.png 1536w, https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2025/12/wave_gravidanza_gyrotonic.png 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" />															</div>
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									<h2>Gravidanza: un ritmo più lento, più vero</h2><p>Rallentare non è un lusso, ma un atto di <strong>cura</strong> verso sé stesse e verso il bambino. Il corpo è già impegnato in un “allenamento interno” potentissimo: cuore, metabolismo e ormoni lavorano senza sosta.</p><p>Muoversi sì, ma con <strong>gentilezza, metodo e rispetto</strong>. Accogliere il ritmo della gravidanza significa prevenire disfunzioni tipiche del post-parto come diastasi, ernie addominali, incontinenza e prolassi.</p><p><strong>Il corpo cambia. Deve cambiare. Noi lo accompagniamo mentre lo fa.</strong></p>								</div>
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										<a class="elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm" href="https://www.wave-lab.it/percorso/gravidanza/">
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									<span class="elementor-button-text">Scopri il Percorso Gravidanza</span>
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					</div>
				</div>
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		<title>Come recuperare la diastasi dopo il parto: l’approccio integrato di Wave</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Caterina_wave]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Oct 2025 17:36:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[Un cambiamento profondo: il corpo nel post-parto La gravidanza e il post-parto sono momenti di trasformazione profonda per il corpo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="1862" class="elementor elementor-1862" data-elementor-post-type="post">
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									<h3><b>Un cambiamento profondo: il corpo nel post-parto</b></h3><p><span style="font-weight: 400;">La gravidanza e il post-parto sono momenti di trasformazione profonda per il corpo femminile.</span><span style="font-weight: 400;"><br /></span><span style="font-weight: 400;"> Anche quando gli ormoni tornano ai livelli pre-gravidici, servono mesi perché tessuti, postura e coordinazione motoria ritrovino equilibrio.</span></p><p><span style="font-weight: 400;">Tra i cambiamenti più comuni c’è la </span><b>diastasi dei retti addominali (DRA)</b><span style="font-weight: 400;"> — l’aumento della distanza tra i ventri del muscolo retto, dovuto all’assottigliamento della linea alba.</span><span style="font-weight: 400;"><br /></span><span style="font-weight: 400;"> Non è solo un tema estetico: può influenzare </span><b>stabilità lombare, continenza, digestione e qualità della vita</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>								</div>
					</div>
				</div>
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				<div class="elementor-element elementor-element-9f94bed elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-id="9f94bed" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="text-editor.default">
									<h3><b>Perché abbiamo condotto questo studio</b></h3><p><span style="font-weight: 400;">Negli ultimi anni le richieste di presa in carico per </span><b>diastasi post-parto</b><span style="font-weight: 400;"> sono aumentate, così come le proposte motorie disponibili.</span><span style="font-weight: 400;"><br /></span><span style="font-weight: 400;"> Spesso, però, si tratta di approcci generici o poco fondati: alcuni esercizi tradizionali, aumentando la </span><b>pressione intra-addominale</b><span style="font-weight: 400;">, rischiano di peggiorare la condizione.</span></p><p><span style="font-weight: 400;">Da qui nasce il nostro obiettivo: </span><b>valutare l’efficacia di un protocollo conservativo integrato</b><span style="font-weight: 400;">, basato su tre principi chiave:</span></p><ul><li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">controllo delle pressioni addominali,</span><span style="font-weight: 400;"><br /></span></li><li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">respirazione diaframmatica consapevole,</span></li><li style="font-weight: 400;" aria-level="1">attivazione riflessa della parete addominale e perineale.</li></ul><h3><b>Come si è svolto il percorso</b></h3><p><span style="font-weight: 400;">Abbiamo seguito </span><b>77 donne in fase post-parto</b><span style="font-weight: 400;">, da 1 a 72 mesi dopo il parto (età media 37 anni), tutte con segni clinici di diastasi.</span></p><p><span style="font-weight: 400;">Il protocollo ha previsto:</span></p><ul><li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>valutazione iniziale individuale</b><span style="font-weight: 400;">,</span><span style="font-weight: 400;"><br /></span></li><li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>12 settimane di lavoro</b><span style="font-weight: 400;"> (2 sedute individuali + 10 lezioni di gruppo),</span><span style="font-weight: 400;"><br /></span></li><li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>rivalutazione dopo 3 mesi</b><span style="font-weight: 400;">,</span><span style="font-weight: 400;"><br /></span></li><li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">per un sottogruppo, una </span><b>terza valutazione a 6 mesi</b><span style="font-weight: 400;">.</span><span style="font-weight: 400;"><br /></span></li></ul><p><span style="font-weight: 400;">Le metodiche integrate:</span></p><ul><li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><a href="https://www.wave-lab.it/metodo/ginnastica-ipopressiva/"><b>Ginnastica Ipopressiva Caufriez</b></a><b><br /></b></li><li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><a href="https://www.wave-lab.it/metodo/tad-transizione-allattivita-sportiva-con-winner-flow/"><b>Metodo TAD con Winner Flow</b></a><b><br /></b></li><li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><a href="https://www.wave-lab.it/metodo/metodo-de-gasquet/"><b>Metodo De Gasquet</b></a><b><br /></b></li></ul><p><span style="font-weight: 400;">Tutte agiscono in sinergia per </span><b>ridurre la pressione interna</b><span style="font-weight: 400;">, favorire il lavoro riflesso di</span><b> pavimento pelvico e addominali profondi</b><span style="font-weight: 400;"> e migliorare la stabilità del comparto addomino-lombo-pelvico (CALP).</span></p>								</div>
				<div class="elementor-element elementor-element-5940651 elementor-widget elementor-widget-image" data-id="5940651" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="image.default">
																<a href="https://www.wave-lab.it/metodo/ginnastica-ipopressiva/">
							<img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2025/10/wave-lab-ginnastica-ipopressiva-1024x576.png" class="attachment-large size-large wp-image-1870" alt="" srcset="https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2025/10/wave-lab-ginnastica-ipopressiva-1024x576.png 1024w, https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2025/10/wave-lab-ginnastica-ipopressiva-600x338.png 600w, https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2025/10/wave-lab-ginnastica-ipopressiva-300x169.png 300w, https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2025/10/wave-lab-ginnastica-ipopressiva-768x432.png 768w, https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2025/10/wave-lab-ginnastica-ipopressiva-1536x864.png 1536w, https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2025/10/wave-lab-ginnastica-ipopressiva.png 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" />								</a>
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									<h3><b>I risultati: cosa è emerso</b></h3><p><span style="font-weight: 400;">Già dopo tre mesi si è osservata una </span><b>riduzione significativa della diastasi</b><span style="font-weight: 400;">, con ulteriori miglioramenti a sei mesi nelle donne che hanno continuato il percorso.</span></p><ul><li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>Larghezza, profondità e lunghezza della diastasi</b><span style="font-weight: 400;"> si sono ridotte in modo misurabile.</span><span style="font-weight: 400;"><br /></span></li><li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">La </span><b>circonferenza addominale a riposo</b><span style="font-weight: 400;"> è diminuita, mentre la </span><b>capacità di contrazione</b><span style="font-weight: 400;"> è aumentata — segno di un migliore tono muscolare.</span><span style="font-weight: 400;"><br /></span></li><li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Le </span><b>incontinenze urinarie da sforzo o urgenza</b><span style="font-weight: 400;"> si sono ridotte fino alla scomparsa.</span><span style="font-weight: 400;"><br /></span></li><li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Il </span><b>mal di schiena lombare</b><span style="font-weight: 400;">, frequente nel post-parto, è progressivamente diminuito.</span><span style="font-weight: 400;"><br /></span></li></ul><p><span style="font-weight: 400;">Le donne che hanno iniziato il trattamento entro 12 mesi dal parto hanno risposto più rapidamente, confermando il ruolo della </span><b>finestra di plasticità tissutale</b><span style="font-weight: 400;"> del primo anno.</span><span style="font-weight: 400;"><br /></span><span style="font-weight: 400;"> Tuttavia, anche chi ha iniziato più tardi ha mostrato miglioramenti significativi: </span><b>non è mai troppo tardi per iniziare un percorso di recupero</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p><h3><b>Cosa significa nella pratica</b></h3><p><span style="font-weight: 400;">Questo studio dimostra che un </span><b>intervento motorio mirato e integrato</b><span style="font-weight: 400;"> può rappresentare un’alternativa valida e sicura alla chirurgia nei casi lievi o moderati di diastasi e un supporto preparatorio pre-chirurgico nei casi più gravi.</span></p><p><span style="font-weight: 400;">Un lavoro basato su:</span></p><ul><li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">gestione delle pressioni intra-addominali,</span><span style="font-weight: 400;"><br /></span></li><li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">sinergia respiratoria,</span><span style="font-weight: 400;"><br /></span></li><li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">attivazione riflessa dei muscoli profondi,</span><span style="font-weight: 400;"><br /></span></li></ul><p><span style="font-weight: 400;">non solo riduce la separazione dei retti, ma </span><b>migliora funzionalità addominale, postura, stabilità lombare e qualità della vita</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>								</div>
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																<a href="https://www.wave-lab.it/metodo/ginnastica-ipopressiva/">
							<img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2025/10/wave-lab-recuper-diastasi-girovita-postparto-1024x576.png" class="attachment-large size-large wp-image-1875" alt="Immagine che raffigura tre foto della stessa persona in posizione ortostatica laterale e che evidenziano l&apos;andamento migliorativo dello studio" srcset="https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2025/10/wave-lab-recuper-diastasi-girovita-postparto-1024x576.png 1024w, https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2025/10/wave-lab-recuper-diastasi-girovita-postparto-600x338.png 600w, https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2025/10/wave-lab-recuper-diastasi-girovita-postparto-300x169.png 300w, https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2025/10/wave-lab-recuper-diastasi-girovita-postparto-768x432.png 768w, https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2025/10/wave-lab-recuper-diastasi-girovita-postparto-1536x864.png 1536w, https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2025/10/wave-lab-recuper-diastasi-girovita-postparto.png 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" />								</a>
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									<h3><b>Limiti e prospettive future</b></h3><p><span style="font-weight: 400;">Come ogni ricerca applicata, anche questa presenta limiti:</span></p><ul><li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">misurazioni manuali non strumentali,</span><span style="font-weight: 400;"><br /></span></li><li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">assenza di gruppo di controllo,</span><span style="font-weight: 400;"><br /></span></li><li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">rilevazioni soggettive dei sintomi.</span><span style="font-weight: 400;"><br /></span></li></ul><p><span style="font-weight: 400;">Tuttavia, i risultati incoraggianti indicano la direzione per studi futuri più strutturati, basati su </span><b>misurazioni ecografiche, protocolli condivisi e collaborazione multidisciplinare</b><span style="font-weight: 400;"> tra fisioterapisti, ostetriche, chinesiologi e medici.</span></p><h3><b>Conclusioni</b></h3><p><span style="font-weight: 400;">Un approccio motorio integrato, fondato su </span><b>evidenze, ascolto e progressione personalizzata</b><span style="font-weight: 400;">, può offrire alla donna nel post-parto un percorso di recupero sicuro ed efficace.</span></p><p><span style="font-weight: 400;">Oltre ai miglioramenti fisici, la diastasi trattata con metodo restituisce </span><b>fiducia, consapevolezza e presenza nel proprio corpo</b><span style="font-weight: 400;">.</span><span style="font-weight: 400;"><br /></span><span style="font-weight: 400;"> Perché muoversi bene, dopo il parto, </span><b>non è un lusso estetico ma una forma di cura di sé</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>								</div>
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										<a class="elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm" href="https://www.wave-lab.it/percorso/post-parto/" target="_blank">
						<span class="elementor-button-content-wrapper">
									<span class="elementor-button-text">Percorso WAVE Post-parto</span>
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					</a>
								</div>
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									<p><span style="font-weight: 400;">La divulgazione è il nostro obiettivo, scrivici una mail a info@wave-lab.it e ti manderemo la tesi completa.</span></p><p> </p>								</div>
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									<h3><b>Bibliografia essenziale</b></h3><p><span style="font-weight: 400;">Benjamin, D. R., van de Water, A. T. M., &amp; Peiris, C. L. (2014). Effects of exercise on diastasis of the rectus abdominis muscle in the antenatal and postnatal periods: A systematic review. </span><i><span style="font-weight: 400;">Physiotherapy</span></i><span style="font-weight: 400;">, 100(1), 1–8.</span></p><p><span style="font-weight: 400;">Benjamin, D. R., Frawley, H. C., Shields, N., &amp; van de Water, A. T. M. (2019). Relationship between diastasis of the rectus abdominis muscle (DRAM) and musculoskeletal dysfunctions, pain and quality of life: A systematic review. </span><i><span style="font-weight: 400;">Physiotherapy</span></i><span style="font-weight: 400;">, 105(1), 24–34.</span></p><p><span style="font-weight: 400;">Gluppe, S. L., Engh, M. E., Bø, K. (2018). Immediate effect of abdominal and pelvic floor muscle exercises on inter-recti distance in women with diastasis recti abdominis. </span><i><span style="font-weight: 400;">Physiotherapy Theory and Practice</span></i><span style="font-weight: 400;">, 34(11), 889–895.</span></p><p><span style="font-weight: 400;">Hills, N. F., Graham, R. B., &amp; McLean, L. (2018). Comparison of trunk muscle function between women with and without diastasis recti abdominis at 1 year postpartum. </span><i><span style="font-weight: 400;">Physical Therapy</span></i><span style="font-weight: 400;">, 98(10), 891–901.</span></p><p><span style="font-weight: 400;">Keshwani, N., Mathur, S., McLean, L. (2018). The impact of exercise therapy on diastasis recti abdominis in women postpartum: A randomized controlled trial. </span><i><span style="font-weight: 400;">Journal of Women&#8217;s Health Physical Therapy</span></i><span style="font-weight: 400;">, 42(1), 1–10.</span></p><p><span style="font-weight: 400;">Mommers, E. H., Ponten, J. E. H., Al Omar, A. K., de Vries Reilingh, T. S., Bouvy, N. D., &amp; Nienhuijs, S. W. (2017). The general surgeon’s perspective of rectus diastasis. </span><i><span style="font-weight: 400;">A systematic review of treatment options</span></i><span style="font-weight: 400;">. </span><i><span style="font-weight: 400;">Surgical Endoscopy</span></i><span style="font-weight: 400;">, 31(12), 4934–4949.</span></p><p><span style="font-weight: 400;">Sancho, M. F., Sanz, M. A., &amp; Álvarez, A. R. (2023). Exercise interventions for diastasis recti abdominis in the postpartum period: A systematic review. </span><i><span style="font-weight: 400;">Journal of Bodywork and Movement Therapies</span></i><span style="font-weight: 400;">, 33, 77–86.</span></p><p><span style="font-weight: 400;">Spitznagle, T. M., Leong, F. C., &amp; Van Dillen, L. R. (2007). Prevalence of diastasis recti abdominis in a urogynecological patient population. </span><i><span style="font-weight: 400;">International Urogynecology Journal</span></i><span style="font-weight: 400;">, 18(3), 321–328.</span></p><p><span style="font-weight: 400;">Thabet, A. A., &amp; Alshehri, M. A. (2019). Efficacy of deep core stability exercise program in postpartum women with diastasis recti abdominis: A randomized controlled trial. </span><i><span style="font-weight: 400;">Journal of Musculoskeletal and Neuronal Interactions</span></i><span style="font-weight: 400;">, 19(1), 62–68.</span></p>								</div>
				</div>
					</div>
				</div>
				</div>
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		<item>
		<title>Lo sapevi che&#8230;?! Alcune delucidazioni su falsi miti e comuni dubbi riguardo sport e salute.</title>
		<link>https://www.wave-lab.it/lo-sapevi-che-alcune-delucidazioni-su-falsi-miti-e-comuni-dubbi-riguardo-sport-e-salute/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Wab Lab]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Apr 2020 11:06:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lo sapevi che?!]]></category>
		<category><![CDATA[acidolattico]]></category>
		<category><![CDATA[addominali]]></category>
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					<description><![CDATA[Alcune delucidazioni su falsi miti e comuni dubbi riguardo sport e salute. ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="has-primary-1-color has-text-color has-text-align-center wp-block-heading"><strong>Lo sapevi che..</strong></h2>
<h4 class="has-primary-1-color has-text-color wp-block-heading">&#8230; <strong>i dolori muscolari che insorgono 1 o 2 giorni dopo l&#8217;allenamento, e che spesso non ti consentono neanche di camminare, non sono causati dal fantomatico ACIDO LATTICO?</strong></h4>
<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="334" height="133" class="wp-image-590" src="https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2020/04/imgres.png" alt="" srcset="https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2020/04/imgres.png 334w, https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2020/04/imgres-300x119.png 300w" sizes="(max-width: 334px) 100vw, 334px" /></figure>
</div>
<p class="wp-block-paragraph">Se così fosse, infatti, sareste ricoverati in un letto di ospedale in acidosi metabolica con flebo attaccata per farvi tornare il pH a valori normali. Ciò che avviene, invece, è denominato con l&#8217;acronimo <strong>D. O. M. S.</strong> (<strong>delayed onset muscolar soreness</strong>) ovvero indolenzimento muscolare a insorgenza ritardata. Un vero e proprio processo infiammatorio innescato dal nostro organismo per rigenerare il tessuto muscolare che é andato incontro a microlesioni durante l&#8217;esercizio fisico. Non preoccupatevi quindi, con un po&#8217; di riposo e nei casi di forte dolore, con un antinfiammatorio (naturale o sintetico), tutto andrà via e con l&#8217;allenamento costante ci saranno sempre meno casi di dolore muscolare ritardato!</p>
<h4 class="has-primary-1-color has-text-color wp-block-heading"><strong>&#8230;facendo i classici addominali non va via la pancia? </strong></h4>
<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="458" height="259" class="wp-image-540" src="https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2019/11/addominali-458x259-1.jpg" alt="" srcset="https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2019/11/addominali-458x259-1.jpg 458w, https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2019/11/addominali-458x259-1-400x226.jpg 400w, https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2019/11/addominali-458x259-1-300x170.jpg 300w" sizes="(max-width: 458px) 100vw, 458px" /></figure>
</div>
<p class="wp-block-paragraph">I classici esercizi per gli addominali come crunch, sit-up, plank, che molta gente si ostina a ripetere in serie interminabili, non solo non hanno nessuna azione sul tessuto adiposo, ma sembrerebbero poco utili anche per il rinforzo della fascia addominale. </p>
<p class="wp-block-paragraph">La scienza ci insegna che le cellule non cambiano la propria denominazione, nel nostro caso le cellule adipose non si trasformano in cellule muscolari, quindi la &#8220;pancetta&#8221; rimane anche se fate 1000 addominali al giorno. </p>
<p class="wp-block-paragraph">Per avere una perdita di massa grassa a livello del girovita, c&#8217;è solo un modo: <strong>devi assumere meno calorie di quante ne consumi! </strong></p>
<p class="wp-block-paragraph">In soldoni, o diminuisci l&#8217;introito calorico attraverso una dieta alimentare o aumenti il dispendio energetico attraverso un&#8217;attività fisica che ti permetta di consumare calorie e andare ad intaccare il metabolismo dei grassi (attività aerobica, circuit training). Per le donne, mi dispiace ammetterlo, ci vorrebbero entrambe le strategie (vedremo prossimamente il perché). </p>
<p class="wp-block-paragraph">Ma torniamo ai nostri addominali, appurato che sul tessuto adiposo non hanno nessun effetto, serviranno almeno a rinforzare la muscolatura e quindi mi permetteranno di avere una postura migliore e di proteggermi dal mal di schiena? </p>
<p class="wp-block-paragraph">Recenti studi hanno dimostrato che la<strong> fascia addominale</strong>, che ha come funzione primaria quella di contenere i visceri,è caratterizzata per il 70% da tessuto connettivo e per il 30% da tessuto muscolare. Il ruolo principale di questi muscoli non è quello di spostare (avvicinare o allontanare segmenti ossei) come avviene nelle azioni volontarie, ma quella di <strong>contenere</strong>, evitando il prolasso e l’erniazione degli organi addominali. Per questo sono denominati muscoli <strong>PARIETALI</strong> (rinforzano, come un corsetto, la parete addominale) e sono costituiti prevalentemente da fibre di tipo 1, lente, ad <strong>attivazione tonica posturale </strong>(18,9%) che vengono allenate attraverso stimolazione riflessa (ginnastica ipopressiva).</p>
<p class="wp-block-paragraph">Quindi i “miracolosi” esercizi addominali classici andrebbero ad agire soltanto sulle fibre 2, rapide, volontarie che costituiscono solo l’ 8,1% di tutta la fascia addominale!</p>
<p class="wp-block-paragraph">Insomma tanta fatica per niente, o quasi..diciamo che un’atleta, che deve effettuare gesti tecnici in cui c’è un coinvolgimento volontario, “fasico” della muscolatura addominale, non puo’ astenersi dal farli. Tutto il resto della popolazione, invece, può virare felicemente verso nuovi orizzonti!</p>
<h4 class="has-primary-1-color has-text-color wp-block-heading">&#8230;<strong>l’attività fisica terrestre (non acquatica) previene l’insorgenza dell’OSTEOPOROSI?</strong></h4>
<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" class="wp-image-591" src="https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2020/04/jogging-2343558_1920-1024x683.jpg" alt="" srcset="https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2020/04/jogging-2343558_1920-1024x683.jpg 1024w, https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2020/04/jogging-2343558_1920-600x400.jpg 600w, https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2020/04/jogging-2343558_1920-300x200.jpg 300w, https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2020/04/jogging-2343558_1920-768x512.jpg 768w, https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2020/04/jogging-2343558_1920-1536x1024.jpg 1536w, https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2020/04/jogging-2343558_1920.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</div>
<p class="wp-block-paragraph">Ebbene sì, uno degli effetti universalmente riconosciuti all’attività motoria antigravitaria è quello di diminuire la perdita di massa ossea, inevitabile con l’avanzare dell’età, e quindi l’insorgenza di osteoporosi, che di per sè non è una malattia, ma una causa facilitante alla possibilità di frattura ossea.</p>
<p class="wp-block-paragraph">Per anni, medici e addetti ai lavori hanno veicolato i pazienti che soffrivano di qualsiasi patologia a fare “piscina”, sostenendo, anche giustamente, che in acqua si alleggerisse il peso del corpo di circa l’80% e questo, naturalmente avrebbe avuto concreti benefici su tutte le disfunzioni dell’apparato locomotore aggravate dalla forza di gravità (ernie, artrosi, gravidanza, traumi alle articolazioni, mal di schiena in genere).</p>
<p class="wp-block-paragraph">Per quanto riguarda l’<strong>osteoporosi</strong>, invece, l’attività natatoria risulterebbe addirittura controproducente e quindi predisporrebbe più facilmente al rischio di fratture ossee. Vediamo perchè:</p>
<p class="wp-block-paragraph">All’interno e intorno all’osso c’è una comunità sparsa ma attiva di due tipi di cellule ossee (osteociti): gli <strong>OSTEOBLASTI</strong> che depongono osso nuovo e gli <strong>OSTEOCLASTI</strong> che fanno pulizia del vecchio osso. Quando l’equilibrio tra attività osteoblastica e osteoclastica diventa sbilanciato a favore di quest’ultima, si va incontro all’osteoporosi, ovvero alla rarefazione dell’osso con aumento delle trabecole.</p>
<p class="wp-block-paragraph">L’azione meccanica provocata dalla <strong>forza di gravità</strong>, scoraggia il lavoro degli osteoclasti, essi infatti “mangiano”qualsiasi parte di osso non sia stressata meccanicamente (in termini scientifici si dice che non presenti cariche piezoelettriche). Questo spiega perchè gli astronauti, che hanno vissuto mesi in assenza di gravità, devono uscire dalla navicella in carrozzina ed essere aiutati affinchè le ossa non tornino ad essere meno porose.</p>
<p class="wp-block-paragraph">Se questo concetto lo consideriamo legato agli effetti dell’attività motoria, comprendiamo facilmente che un <strong>aumento dello stress meccanico</strong> prodotto dall’esercizio fisico eseguito sotto gravità, porterà una diminuzione delle zone di azione dell’attività osteoclastica e quindi una <strong>diminuzione di perdita di massa ossea.</strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Voce e Postura: un rapporto reciproco</title>
		<link>https://www.wave-lab.it/voce-e-postura-un-rapporto-reciproco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Wab Lab]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Mar 2020 15:14:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[ginnastica]]></category>
		<category><![CDATA[ginnasticaposturale]]></category>
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		<category><![CDATA[vocale]]></category>
		<category><![CDATA[voce]]></category>
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					<description><![CDATA[A cura della Dott.sa Eleonora Magnelli, logopedista. Ciao a tutti/e amici di Wave, con questo breve commento mi piacerebbe farvi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[


<h6 class="wp-block-heading">A cura della Dott.sa Eleonora Magnelli, logopedista.</h6>



<p class="wp-block-paragraph">Ciao a tutti/e amici di Wave, con questo breve commento mi piacerebbe farvi riflettere sulla relazione tra postura e voce ; un buon esercizio dinamico posturale, oltre a portare benefici a livello fisico, ad aiutare nell’ eliminare i dolori, a prevenire future problematiche migliora anche quelle che sono <strong>le nostre capacità vocali.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">In ambito foniatrico / logopedico si studia da tempo come  VOCE e POSTURA siano strettamente collegate e come vadano a influenzarsi a vicenda. Per capirlo meglio andiamo a vedere brevemente che cosa è la voce: </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-style-default is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>“la voce si può definire come una sonorità (suono, rumore o entrambi) prodotta direttamente o indirettamente dal <strong>corpo</strong> <strong>umano</strong> con valenza informativa o comunicativa”.</p>
<cite><em>Schindler O. La Voce – fisiologia, patologia, clinica e terapia. Piccin editore, 2009</em><br /></cite></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Quindi in senso stretto LA VOCE è un’espressione del nostro corpo, come fosse espettorato da esso. Uno dei modi è quello di creare energia e dare vibrazione all’aria che fisiologicamente esce dall’interno del nostro corpo e si propaga nello spazio circostante.</p>



<p class="has-normal-font-size wp-block-paragraph">Il <strong>corpo</strong> quindi è <strong>l’involucro</strong>, la scatola che contiene la voce e che attraverso i suoi movimenti interni la veicola all’esterno. </p>



<h2 class="has-primary-1-color has-text-color wp-block-heading">Basi Anatomo-Fisiologiche</h2>



<p class="has-normal-font-size wp-block-paragraph">Tra i vari sistemi del nostro corpo, abbiamo quello vocale e lo possiamo visualizzare come un intero palazzo a tre piani:</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://lh5.googleusercontent.com/N0lcL0kmDq6ULMRiroC6NwlxvlNu-u6UwI5aPOLdFrpaXvhK1JjAh6eJEcODVS38Anp1PtxZy0yddzHgKxV6gnTwl3cpxjEcrgtWRFcohlklZgP8egSdZhU8_FXpqE7vqSC4xj5QOfxvOffwFQ" alt="" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Nella descrizione dei vari piani vorrei partire però da più in basso, come per i nostri palazzi, anche il sistema fonatorio ha bisogno di fondamenta, le nostre si compongono di <strong>piedi</strong> che devono essere ben radicati a terra, di <strong>gambe </strong>forti che ci permettono di sostenerci, di un <strong>pavimento pelvico</strong> tonico ed elastico che riesca a sorreggere la spinta viscerale che si ha nella fase dell’inspirazione e di una buona <strong>fascia addominale</strong> che faccia da cintura elastica per i nostri organi e li contenga.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infatti entrando al piano terra il nostro pavimento sarà costituito dal <strong>Diaframma Toracico,</strong> principale muscolo della respirazione e in questo caso anche modulatore della spinta della pressione sottoglottica e quindi dell’intensità della nostra voce. Il diaframma deve essere nella migliore condizione di libertà così che il suo movimento di discesa e risalita non venga ostacolato e libera di espandersi al nostro piano terra dobbiamo trovare anche la <strong>gabbia toracica</strong>, capace d’immagazzionare così il corretto apporto d’aria. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando il nostro Diaframma risale e la nostra espirazione parte, l’aria passa dai polmoni all’interno un canale, <strong>trachea</strong>, che finisce in un  piccolo organo, sospeso nel collo di nome <strong>Laringe</strong>, al suo interno vi sono le <strong>corde vocali</strong> che se azionate permettono la creazione del suono, definita Frequenza Fondamentale. Quello che vorrei raccontarvi di questo primo piano è che ve lo potete immaginare un po’ come un ascensore perchè sospeso questo piccolo organo viene gestito e tenuto in sede da una componente prettamente muscolare e dalla plasticità del sistema muscolo-scheletrico. Deve essere libero di basculare e muoversi verticalmente senza tensioni che la strozzino o ne limitino i movimenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si passa quindi all’ultimo piano dove troviamo le nostre casse di risonanza, le nostre <strong>cavità orali</strong> e <strong>nasali</strong> contenenti gli articolatori, il più famoso la <strong>lingua</strong>, che devono poter formare il suono renderlo nostro, caratteristico, unico e irripetibile e lasciarlo il più possibile fluire verso lo spazio esterno.</p>



<h2 class="has-primary-1-color has-text-color wp-block-heading">Qual&#8217;è la correlazione tra voce e postura?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tutti questi elementi gestiti principalmente da muscoli, devono essere in sinergia tra  loro, trovare coordinazione ed equilibrio. Infatti possiamo pensare alla postura durante l’espressione vocale come un equilibrio plastico e coordinato che va allenato e dove ogni sua unità deve essere performativa e attiva. Una postura alterata o disfunzionale porterà con se un ipertono muscolare, delle contratture che impediranno a un elemento come l’aria di fluire in maniera libera all’esterno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con tecniche posturali, come ad esempio la Ginnastica Ipopressiva, andiamo a lavorare tutte quelle strutture che sono alla base del nostro palazzo e quindi della nostra voce, lavorandole le mettiamo in una condizione di movimento fisiologico, fluido, e sinergico il più possibile libero da blocchi e pieno di potenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quindi continuando ad allenarvi sono sicura che anche la vostra voce vi ringrazierà!</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Diastasi Addominale e Ginnastica Ipopressiva</title>
		<link>https://www.wave-lab.it/diastasi-addominale-e-ginnastica-ipopressiva-postparto-gravidanza-parto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Wab Lab]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Nov 2019 14:29:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.wave-lab.it/?p=536</guid>

					<description><![CDATA[Cos&#8217;è la Diastasi Addominale? La Diastasi Addominale è la separazione eccessiva della parte destra dalla parte sinistra del muscolo Retto Addominale. Si [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[


<h3 class="wp-block-heading"><strong>Cos&#8217;è la Diastasi Addominale?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>Diastasi Addominale</strong> è la separazione eccessiva della parte destra dalla parte sinistra del muscolo Retto Addominale. Si verifica in <strong>gravidanza</strong> a causa di influssi ormonali volti a provocare la dilatazione della cavità addominale per accogliere l&#8217;utero in crescita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La <a style="font-weight: bold;" href="http://www.treccani.it/enciclopedia/tag/linea-alba/">“linea alba”</a>è la fascia che separa la parte destra dalla parte sinistra del Retto Addominale. Essa è formata da tessuto connettivo, poco elastico ma molto resistente. Se si rompe è difficile che torni nella condizione iniziale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se si risolve entro 12 mesi dal parto, la Diastasi è considerata una situazione Fisiologica. Se ciò non accade bisogna tenere sotto controllo la situazione e cominciare a fare qualcosa per risolvere il problema.</p>









<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cos&#8217;è la Ginnastica Ipopressiva?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Un nuovo metodo di riprogrammazione posturale globale creato dal dott. Marcel Caufriez, che ci permette di tonificare la fascia addominale e il pavimento pelvico mentre riequilibriamo la statica della colonna vertebrale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> La Ginnastica Addominale Ipopressiva è quindi una ginnastica posturale, riporta equilibrio tra i muscoli della catena anteriore (migliora il tono) e quella posteriore (diminuisce la tensione).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono esercizi in cui  non aumenta la pressione intra-addominale per effetto del rilassamento  del diaframma toracico. Si crea così una sinergia tra diaframma toracico, muscoli del pavimento pelvico e della fascia addominale.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Perché è indicata nei casi di Diastasi? </strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Diastasi Addominale e Ginnastica Ipopressiva</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La Diastasi dei retti addominali si manifesta in tutti quei casi in cui siamo in presenza di una<strong> ipotonia importante</strong> della fascia addominale, quindi il trattamento migliore sarà basato su una attivazione delle<strong> fibre toniche</strong>. La questione di base è chiarire quali fibre muscolari siano responsabili del tono di un muscolo e in particolare della fascia addominale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per comprendere cosa sia il <strong>tono muscolare</strong> basta pensare a cosa succede alla fascia addominale  di una persona che si trova sdraiata, seduta o in piedi. Possiamo notare che c&#8217;è una attivazione involontaria, riflessa che permette ai muscoli  di svolgere la loro funzione di sostegno, protezione e contenimento degli organi addominali e pelvici. La <strong>Ginnastica Addominale Ipopressiva</strong> è rappresentata da un insieme di esercizi  che provocano una diminuzione della pressione intra-addominale e un’<strong>attivazione tonica</strong> dei muscoli del pavimento pelvico e della fascia addominale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quindi:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Tonifica i muscoli  della fascia addominale, senza aumentare la pressione sugli organi interni del bacino.</li>
<li>Rende la fascia addominale competente nella gestione degli aumenti di pressione.</li>
<li>Migliora la diastasi dei retti addominali</li>
<li>Attiva in forma riflessa i muscoli del pavimento pelvico, la base di appoggio degli organi pelvici.</li>
<li>Riequilibra le catena muscolari anteriore e posteriore.</li>
<li>Decomprime i gangli linfatici della pelvi migliorando la circolazione delle gambe.</li>
<li>Previene la discesa degli organi della pelvi o evita che ciò continui. Previene l&#8217;incontinenza urinaria.</li>
</ul>



<figure class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<ul class="blocks-gallery-grid">
<li class="blocks-gallery-item">
<figure><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="835" class="wp-image-541" src="https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2019/11/LGD4541-1024x835.jpg" alt="" data-id="541" data-link="https://www.wave-lab.it/?attachment_id=541" srcset="https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2019/11/LGD4541-1024x835.jpg 1024w, https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2019/11/LGD4541-scaled-600x489.jpg 600w, https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2019/11/LGD4541-300x244.jpg 300w, https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2019/11/LGD4541-768x626.jpg 768w, https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2019/11/LGD4541-1536x1252.jpg 1536w, https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2019/11/LGD4541-2048x1669.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" />
<figcaption class="blocks-gallery-item__caption">Esercizio di Ginnastica Ipopressiva</figcaption>
</figure>
</li>
</ul>
</figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cosa differenzia la Ginnastica Ipopressiva dagli altri approcci alla Diastasi ?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Quando si esegue un esercizio addominale classico (tipo crunch), si lavora principalmente sulla forza, sulle fibre fasiche, volontarie. Spesso si produce un aumento della curva lombare e della pressione addominale, generando una spinta della pancia verso avanti e verso il basso: il retto dell’addome si contrae per evitare un ulteriore aumento della curva che si sta producendo a livello lombare e perciò possiamo sentire che si indurisce e trema, ma lo stiamo facendo lavorare in <strong>allungamento</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa spinta:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Produce un movimento dell’addome verso fuori e non verso l’interno, provocando uno stiramento della fascia addominale.</li>
<li>Sposta gli organi interni verso il basso. Questa è una delle cause per cui le donne che praticano sport, specialmente se esercitano molto i muscoli addominali, hanno più problemi di incontinenza.</li>
<li>Aumenta il rischio di <strong>ernia inguinale</strong>, addominale e di <strong>Diastasi dei retti dell’addome</strong>.</li>
<li>Comprime i dischi intervertebrali con il rischio di ernia discale, lombalgia, sciatalgia.</li>
</ul>



<figure class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<ul class="blocks-gallery-grid">
<li class="blocks-gallery-item">
<figure><img loading="lazy" decoding="async" width="458" height="259" class="wp-image-540" src="https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2019/11/addominali-458x259-1.jpg" alt="" data-id="540" data-link="https://www.wave-lab.it/?attachment_id=540" srcset="https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2019/11/addominali-458x259-1.jpg 458w, https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2019/11/addominali-458x259-1-400x226.jpg 400w, https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2019/11/addominali-458x259-1-300x170.jpg 300w" sizes="(max-width: 458px) 100vw, 458px" />
<figcaption class="blocks-gallery-item__caption">Crunch Addominale</figcaption>
</figure>
</li>
</ul>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il tipo di esercizio applicato ad un  muscolo deve sempre tenere presente l’obbiettivo che si intende raggiungere (aumento di forza, contrazione volontaria o  aumento del tono, contrazione involontaria) e la funzione del muscolo stesso ( muscolo scheletrico, volontario, muove il corpo nello spazio. Muscolo parietale, involontario, contiene e protegge i visceri). Allenare una fascia addominale attraverso esercizi fasici, volontari, porta inevitabilmente ad una <strong>diminuzione ancora più importante del tono.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Ipopressiva è solo per l&#8217;addome o anche per distretti come il <br />pavimento pelvico? </strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;essere umano è un insieme di sistemi in relazione tra loro e con l&#8217;ambiente che lo circonda. Non si può pensare che lavorando su una parte del corpo, tutto il resto non ne abbia un effetto. In particolare, parlando di postura, non si può scordare che esiste una stretta relazione tra diaframma toracico, fascia addominale, pavimento pelvico e muscoli spinali profondi.  Per questo motivo la Ginnastica Ipopressiva è definita come una Riprogrammazione Sistemica Funzionale <strong>Globale</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Formazione per insegnanti di Ipopressiva Fitness (base e avanzato)</title>
		<link>https://www.wave-lab.it/formazione-per-insegnanti-di-ipopressiva-fitness-base-e-avanzato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Wab Lab]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jul 2019 10:56:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[FITNESS]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[ginnastica]]></category>
		<category><![CDATA[hipopressiva]]></category>
		<category><![CDATA[ipopressiva]]></category>
		<category><![CDATA[WaveLab]]></category>
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					<description><![CDATA[Wave Laboratorio del Movimento sarà la sede dell&#8217;unico corso di formazione in Italia nel 2019 per diventare insegnanti certificati del [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2019/07/ginnastica-addominale-popressiva-firenze-1-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-495" srcset="https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2019/07/ginnastica-addominale-popressiva-firenze-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2019/07/ginnastica-addominale-popressiva-firenze-1-600x400.jpg 600w, https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2019/07/ginnastica-addominale-popressiva-firenze-1-300x200.jpg 300w, https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2019/07/ginnastica-addominale-popressiva-firenze-1-768x512.jpg 768w, https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2019/07/ginnastica-addominale-popressiva-firenze-1.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Wave Laboratorio del Movimento sarà la sede dell&#8217;unico corso di formazione in Italia nel 2019 per diventare insegnanti certificati del METODO IPOPRESSIVO fitness livello base e avanzato. </p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>IL METODO</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">La Ginnastica Addominale Ipopressiva è un nuovo metodo di riprogrammazione posturale globale creato dal Dott. Marcel Caufriez, che ci permette di tonificare la fascia addominale e il pavimento pelvico mentre riequilibriamo la statica della colonna vertebrale. </p>



<p class="wp-block-paragraph">In origine è stata creata per la prevenzione post-parto. Il suo obiettivo era creare una ginnastica<br>che fosse benefica per la fascia addominale senza effetti negativi per il perineo. A posteriori, diversi studi hanno dimostrato anche l’implicazione terapeutica positiva della Ginnastica Addominale Ipopressiva nelle problematiche posturali. </p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="338" src="https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2019/07/LGD4668-1024x338.jpg" alt="" class="wp-image-496" srcset="https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2019/07/LGD4668-1024x338.jpg 1024w, https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2019/07/LGD4668-scaled-600x198.jpg 600w, https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2019/07/LGD4668-300x99.jpg 300w, https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2019/07/LGD4668-768x253.jpg 768w, https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2019/07/LGD4668-1536x507.jpg 1536w, https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2019/07/LGD4668-2048x676.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>PERCHE&#8217; E&#8217; IMPORTANTE NEL FITNESS</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Prevenire e curare le problematiche uroginecologiche è compito di fisioterapisti e ostetriche, ma è altrettanto importante evitare di creare danni attraverso un&#8217;attività fisica/sportiva che ignori totalmente gli effetti negativi sul pavimento pelvico e la fascia addominale&nbsp;di molti esercizi. La maggior parte delle metodiche di allenamento tradizionale infatti, effettua un’azione iperpressiva sul pavimento pelvico favorendo la formazione di ernie, prolasso e incontinenza urinaria. Nasce quindi l&#8217;esigenza di includere le tecniche ipopressive ai suddetti programmi di allenamento.<br></p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>IL CORSO: OBIETTIVI E A CHI E&#8217; RIVOLTO</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;obiettivo pedagogico del corso è quello di formare professionisti che con la pratica della ginnastica ipopressiva possano lavorare sulla prevenzione dei problemi funzionali pelvici-perineali, addominali, della statica pelvica o lombo-sacrale , il post-parto normale. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il corso è indirizzato a laureati in scienze motorie, ISEF allenatori, preparatori atletici, insegnanti fitness. Al termine si ottiene il &#8220;LIVELLO 1 E 2 INSTRUCTOR&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il relatore del corso è Nestor Serra &#8211; master trainer</p>



<figure class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped wp-block-gallery-3 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="835" src="https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2019/07/LGD4541-1-1024x835.jpg" alt="" data-id="498" data-link="https://www.wave-lab.it/?attachment_id=498" class="wp-image-498" srcset="https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2019/07/LGD4541-1-1024x835.jpg 1024w, https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2019/07/LGD4541-1-scaled-600x489.jpg 600w, https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2019/07/LGD4541-1-300x244.jpg 300w, https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2019/07/LGD4541-1-768x626.jpg 768w, https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2019/07/LGD4541-1-1536x1252.jpg 1536w, https://www.wave-lab.it/wp-content/uploads/2019/07/LGD4541-1-2048x1669.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></li></ul></figure>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>DATE E INFORMAZIONI</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il corso è suddiviso in Livello 1 (base) e Livello 2 (avanzato). Il livello 1 verrà svolto l&#8217;11, 12 e 13 ottobre 2019, mentre il livello 2 sarà il 15, 16 e 17 novembre presso la nostra sede (viale Europa 115, Firenze).  </p>



<p class="wp-block-paragraph">Si può partecipare anche ad uno soltanto dei due incontri previsti; per quanto riguarda il corso Avanzato bisogna però aver frequentato il corso Base. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Per ulteriori informazioni e dettagli sui prezzi, logistica vi invitiamo a consultare i seguenti indirizzi:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="http://www.hipopressiva.it/formazione.html">http://www.hipopressiva.it/formazione.html</a></p>



<p class="wp-block-paragraph">Dettaglio del corso:&nbsp;<a href="https://www.careperinatologia.it/dettagliocorsi.asp?id=152">https://www.careperinatologia.it/dettagliocorsi.asp?id=152</a><br>Iscrizione al corso:&nbsp;<a href="http://www.careperinatologia.it/iscrizione.asp?id=152">http://www.careperinatologia.it/iscrizione.asp?id=152</a><br></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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